
NUOVO ACCORDO STATO–REGIONI 2025: COSA CAMBIA, DA QUANDO, E COSA FARE SUBITO
10 Dicembre 2025Pubblicata la nuova Strategia Nazionale 2026–2030 per la Salute e Sicurezza sul Lavoro: un passo decisivo verso la Vision Zero
Il 16 dicembre 2025 il Ministero della Salute ha approvato ufficialmente la Strategia Nazionale 2026–2030 per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, durante la riunione del Comitato per l’indirizzo e il coordinamento della vigilanza previsto dal D.lgs. 81/2008 e presieduto dal Ministro Orazio Schillaci.
Si tratta del documento più importante degli ultimi anni per l’intero sistema italiano della prevenzione, destinato a orientare interventi, controlli, formazione e politiche di sicurezza per tutto il quinquennio
Un quadro coerente con la strategia europea
La nuova programmazione italiana si integra pienamente con il Quadro strategico dell’Unione Europea 2021–2027, recependone indirizzi e priorità, e si collega al nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026–2031, con l’obiettivo di costruire un approccio unitario e coordinato alla tutela della salute nei luoghi di lavoro.
La Strategia si inserisce inoltre nel percorso già tracciato da altri strumenti nazionali:
• il Piano integrato salute e sicurezza del Ministero del Lavoro (DM 195/2024)
• il Piano Triennale INAIL 2025–2027, che analizza e aggiorna i principali rischi emergenti del mondo del lavoro contemporaneo
Vision Zero: ogni incidente può essere prevenuto
L’obiettivo centrale della Strategia è ambizioso ma chiaro: ridurre drasticamente infortuni e morti sul lavoro, adottando il principio Vision Zero, secondo cui ogni incidente è prevenibile grazie a prevenzione strutturata, vigilanza, formazione adeguata e cultura organizzativa evoluta.
Il Ministro Schillaci ha ricordato come questo documento sia il frutto di una collaborazione estesa tra Ministeri, Regioni, INAIL, Ispettorato Nazionale del Lavoro e parti sociali, nell’ottica di un cambio di paradigma non più emergenziale ma sistemico.
I cinque assi strategici della nuova programmazione
La Strategia 2026–2030 si articola in cinque direttrici fondamentali:
1. Gestire i cambiamenti del mondo del lavoro
Nuove tecnologie, digitalizzazione, lavoro a distanza, modelli organizzativi ibridi e rischi psicosociali richiedono strumenti capaci di anticipare e governare il cambiamento, non di inseguirlo.
2. Rafforzare il sistema istituzionale
Potenziamento della vigilanza, maggiore coordinamento tra Stato, Regioni e organismi di controllo, omogeneizzazione delle attività ispettive e dei modelli di prevenzione sul territorio nazionale.
3. Aumentare le tutele per i lavoratori
La Strategia dà continuità alle misure normative più recenti, comprese quelle contro le aggressioni agli operatori sanitari e quelle a tutela dei lavoratori esposti a rischi specifici, consolidando un sistema di protezione più moderno e reattivo.
4. Supporto alle micro, piccole e medie imprese (MPMI)
Poiché le MPMI rappresentano oltre il 90% del tessuto produttivo italiano, il documento prevede azioni mirate di semplificazione, accompagnamento e supporto tecnico-organizzativo per facilitarne l’adeguamento.
5. Diffusione della cultura della prevenzione fin dalle scuole
Uno degli assi più innovativi: sviluppare un percorso formativo che inizi dalla scuola e continui lungo tutta la carriera lavorativa, trasformando la sicurezza in un valore identitario e condiviso.
I numeri che confermano l’urgenza
La nuova Strategia nasce dall’analisi di un quadro nazionale che rimane complesso:
• 593.000 denunce di infortunio nel 2024 (+0,4% sul 2023)
• 88.000 malattie professionali, in aumento del 21,8%
• 75% delle denunce riguarda patologie muscolo-scheletriche
• Oltre 49,5 milioni di esposizioni a rischi rilevate nelle aziende, in media 2,4 rischi per lavoratori
Dati che confermano la necessità di interventi strutturali e continui.
Prossimi passaggi e attuazione sul territorio
L’approvazione da parte del Comitato è solo il primo passo di un percorso che ora passa alla Conferenza Stato–Regioni, incaricata del recepimento formale e dell’adattamento della Strategia alle specificità territoriali.
Il Comitato continuerà inoltre a monitorare l’attuazione degli obiettivi e il coordinamento delle politiche di prevenzione e vigilanza per tutto il quinquennio 2026–2030.
Conclusione
La Strategia Nazionale 2026–2030 rappresenta un passo avanti fondamentale per la prevenzione in Italia: un documento che integra visione europea, competenze nazionali e responsabilità territoriali, con l’ambizione di portare il Paese verso un modello di lavoro più sicuro, moderno e sostenibile.
Un cambio di rotta che investe istituzioni, imprese, lavoratori e professionisti della sicurezza: perché la tutela della vita e della salute sul lavoro non è solo un obbligo normativo, ma un dovere etico e culturale.



