Esattamente un anno fa è iniziato un dramma che, man mano, ha acquisito dimensioni terribili per l’umanità.

Sono iniziate telefonate ed e-mail fra colleghi, clienti, medici e referenti sul tema di rilevanza nazionale.

Tutti, nessuno escluso, ci chiedevamo: 

“E adesso cosa facciamo? Come proteggiamo le persone? Che indicazioni diamo?”

Tutti, nessuno escluso, eravamo spaventati ma dovevamo, e ci siamo imposti, di essere freddi e calmi per ridurre il più possibile il panico.

Un’affannosa ricerca in letteratura, che non c’era.

Una ricerca su linee di condotta in caso di epidemie similari, quali DPI suggerire, quali regole, quali indirizzi dare.

Telefonate che sono proseguite fino a tarda notte e poi la mattina successiva, molto presto, per cercare fornitori con scorte necessarie per distribuire mascherine, guanti, disinfettanti.

Giornate lunghissime perché l’unico obiettivo che tutti avevamo in quel momento era proteggere i famigliari, i lavoratori e fare in modo che gli alimenti ed i prodotti potessero arrivare alle famiglie, che non mancassero le protezioni.

Iniziavano le strade ad essere sempre più deserte, radio e televisioni sempre accese alla ricerca di informazioni e indirizzi.

Anche noi, nel nostro piccolo, siamo stati esposti, e lo siamo tutt’ora, in prima linea al maledetto nemico, perché andavamo lì… dove c’era bisogno, colpiti dagli sguardi che ci accoglievano come ancore di salvataggio.

Anche noi avevamo paura, ma il nostro dovere era di essere lì presenti esattamente dove serviva, nel momento che serviva.

La differenza oggi sta nella grandissima opportunità che i vaccini, oltre le cautele oramai note, ci stanno dando e daranno per riprendere una vita sempre più normale.

Uniti si vince sempre.

EFFICIENTI E CONCRETI

In allegato il link del nostro primo allerta: