Questo è davvero un argomento complesso.

È quotidiana la  presenza, sui diversi format, dell’allarme: sono in aumento le persone che fanno uso di alcol (molto spesso legate alle droghe), e che l’età della “prima volta” stia terribilmente diminuendo.

È noto anche l’aumento dell’uso di psicofarmaci, per diverse sintomatologie, che per semplicità possiamo definire “il male di vivere”.

Il problema sociale che si sta evidentemente delineando è estremamente grave non solo nell’immediato.

La facilità con la quale questi minorenni hanno accesso alle sostanze, il contesto dell’appartenenza al gruppo o l’esclusione, le difficoltà estreme di monitoraggio ed intervento, sono condizioni che inevitabilmente preparano il terreno ai drammi nel breve periodo.

Nei lunghi anni di professione (più di 25) abbiamo avuto la fortuna di incontrare e conoscere una umanità estremamente variegata per cultura, età, studi, provenienze ed abitudini.

Sempre nel corso di questi anni, purtroppo, ci siamo imbattuti anche in diverse situazioni che hanno avuto esiti negativi e drammatici.

Spesso ci si pone la domanda, fra le tante: “ma perché lo ha fatto”!

Il controllo sull’abuso di sostanze o di alcol sono obbligatorie solo per alcune categorie di esposti e non su tutte.

I motivi sono molteplici, fra cui anche i costi che si devono sostenere per tenere monitorate alcune categorie, ed il confine fra il controllo e l’abuso del controllo.

Un’altro elemento da non sottovalutare è: cosa succede se ci troviamo di fronte ad una dipendenza e, peggio, se questa ha comportato un infortunio?

E se questa persona, in un momento suo personale, non è nelle piene condizioni di idoneità perché in cura?

E se questa persona non lo comunica o la sua situazione personale cambia nel periodo di interpass fra una visita di idoneità e l’altra?

Che cosa succede se, “grazie” all’uso e non necessariamente abuso di queste sostanze, la sua attenzione cala e favorisce comportamenti imprudenti, o con reattività attenuate, generando o esponendo se e gli altri a situazioni pericolose?

Per argomenti così importanti, LA FAMIGLIA, il medico competente, le aziende sanitarie ed i sindacati sono certamente i riferimenti essenziali per guidare e supportare i datori di lavoro e le persone interessate.

Viene però d’obbligo, quantomeno etico, un sollecito sull’individuare soluzioni per contenere questo dilagare di mala abitudini.

È vero!! Su questo argomento si stanno facendo analisi e dibattiti ma…. Nel frattempo… “TIC – TAC” il tempo scorre e gli eventi drammatici non aspettano.