Paolo, un amico che oggi vive in posti lontani, ci ha inviato una foto che mette in evidenza la fantasiosa ragnatela di linee elettriche.

Questa immagine ci ha dato spunto per fare una domanda:

“Oggi a che punto siamo noi per gli impianti elettrici e le loro manutenzioni?”

Un interessante articolo di puntosicuro, di cui si allega breve estratto, tratta il tema rimandando a linee guida utili.

Il piano di manutenzione degli impianti elettrici

La linea guida, elaborata dal gruppo di lavoro Sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro e dal gruppo Impianti elettrici ed elettronici del consiglio nazionale CNPI, indica che per la definizione del piano di manutenzione, “in aggiunta ai risultati ottenuti dall’analisi del rischio per ciascun impianto elettrico, devono essere considerate le attività di verifica stabilite dalle norme e leggi in vigore, ad esclusione di tutte quelle riservate ai soli organismi accreditati ai sensi del DPR 462/01”.

Si segnala poi che nel capitolo del documento dedicato agli “approcci base per la manutenzione” per prima cosa “è suggerito di esaminare la documentazione di progetto e il manuale dell’impianto elettrico”.

Il passo successivo è poi quello di “eseguire un sopralluogo per verificare lo stato di conservazione dell’impianto e la corrispondenza con quanto indicato a progetto e il manuale dell’impianto”. 

E questa verifica ha lo scopo di “individuare in modo chiaro e invocabile i componenti dell’impianto per la definizione del piano di manutenzione”.

Si consiglia – continua la linea guida – di “predisporre un dossier fotografico per tracciare lo stato di conservazione dei componenti, dei sistemi e degli impianti, ivi incluso per ciascun componente, il rilievo del numero di serie, del nome del costruttore, modello, numero di serie e anno di fabbricazione. 

Per esempio, nel caso di un interruttore di manovra, oltre allo stato di conservazione legato a tutto ciò che è visibile esternamente, se accessoriato di relè elettronico in grado di fornire uno storico relativo all’intervento delle protezioni e numero di manovre, è possibile valutare se è sufficiente un eventuale intervento di manutenzione o sostituzione, nell’ambito della manutenzione ordinaria”.

Esame a vista e prove di funzionamento

Il documento si sofferma poi sui vari elementi/posizioni del piano di manutenzione, partendo dall’esame a vista (Pos. 1).

Si indica infatti che “in base alla propria conoscenza dell’impianto, presa visione del progetto (considerazioni contenute nella relazione tecnica, schemi di impianto, caratteristiche dei componenti, ecc.) si potrebbe predisporre una scheda provvisoria di manutenzione dell’impianto, ed eseguire un primo esame a vista. 

Sulla base delle risultanze di tale esame a vista, tale scheda potrebbe richiedere alcune modifiche, che tengono conto dello stato di degrado rilevato e conseguente dal tipo di utilizzo e cura adottato dall’utente”.

Riguardo alle prove di funzionamento (Pos. 2) si indica poi che “l’ impianto elettrico nella sua totalità deve funzionare correttamente e soddisfare i requisiti minimi di sicurezza previsti dalle norme e progetto. Le modalità di prova possono essere diverse ed eseguite in tempi diversi per le varie parti di impianto, a condizione che gli aspetti di sicurezza risultino garantiti. 

Un eventuale sistema di monitoraggio, in grado di registrare per un tempo sufficiente tutte le informazioni utili necessarie, salvo casi particolari, potrebbe essere sufficiente a documentare questo punto”.

L’intero articolo al seguente link:

https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/linee-guida-buone-prassi-C-62/sicurezza-piano-di-manutenzione-degli-impianti-elettrici-AR-18813/#T1_piano_manutenzione