Siamo alle soglie del 2020 – MMXX ed ancora oggi si sente parlare di cadute dall’alto.

Anche una volta si cadeva.

Mancavano soluzioni tecniche, formazione, cultura.

Ed oggi?

Leggiamo sulla cronaca che, ancora una volta una piattaforma aerea, causa forse ad un’anomalia o forse una manovra sbagliata, una persona è precipitata.

“Un brutto incidente sul lavoro: un 44enne è caduto dal cestello di una gru, mentre eseguiva dei lavori di restauro ad una palazzina.

Pare che la causa sia legata al ribaltamento del cestello stesso.

Il lavoratore precipitato sull’asfalto è stato soccorso dai sanitari del 118 accorsi sul luogo dell’incidente.

Sulle condizioni dell’uomo, al momento, c’è il massimo riserbo: attualmente è ricoverato in prognosi riservata.

Sul posto sopraggiunti, per i rilievi di rito, i Carabinieri della stazione locale oltre ai Vigili del Fuoco.

La gru è stata posta sotto sequestro.“

È evidente che qualcosa sia andato davvero storto.

Si può immaginare che non fosse allacciato, che qualcosa non abbia funzionato correttamente, che abbia urtato da qualche parte.

C’è da chiedersi sinceramente e profondamente:

che cosa si può fare ancora, per evitare questi drammi?

Quali iniziative possono essere intraprese affinché tutto questo, che è nella gestione più consolidata oggi, non accada ancora?

Dobbiamo arrenderci e renderla accettabile per rassegnazione?

A queste domande dobbiamo darci TUTTI una sincera risposta e, uniti, dobbiamo trovare una soluzione.

A casa ci sono persone che, innocenti vittime, subiscono i nostri errori e ne pagano le terribili conseguenze.