Cassandra ha il dono della profezia, ma nessuno le crede.

Di lei si era invaghito Apollo, il quale le aveva donato la facoltà della profezia.

Quando Cassandra lo ha respinto, il dio l’ha punita:

Alle sue profezie ‒ pur destinate ad avverarsi ‒ nessuno le avrebbe creduto!

Lei ammonisce i Troiani a non trascinare entro le mura il cavallo di legno abbandonato dai Greci sulla spiaggia, ma non riceve ascolto.

Agamennone il vincitore è sul carro ed ha Cassandra accanto a sé quale concubina.

Cassandra accusa Apollo di averla condotta alla rovina una seconda volta, in una casa in cui aleggiano le Erinni, demoni della vendetta, assetate di sangue, e profetizza l’imminente uccisione di Agamennone.

Li attende Clitennestra, moglie infedele di Agamennone.

Ancora una volta inascoltata, la previsione di Cassandra si avvera e Clitennestra uccide suo marito.

Sconfortata, la profetessa butta a terra lo scettro e le bende sacerdotali, si strappa dalle spalle il mantello e predice la futura vendetta di Oreste, che arriverà più tardi.

Cosa centra Cassandra con noi Tecnici della prevenzione?

Vediamo la definizione etimologica dal dizionario Treccani:

È un paradosso che è più che altro una provocazione, ma è utile ad iniziare a riflettere ed individuare le corrette metodologie per fare bene il nostro lavoro, sapendo com’è l’atteggiamento del nostro interlocutore.

Può capitare che noi addetti alla prevenzione diamo indicazioni o intravvediamo rischi e pericoli, che non sono così evidenti a tutti (a volte non si vogliono vedere).

Può capitare che le soluzioni che noi forniamo, possano essere ritenute eccessive ed inapplicabili (a volte è proprio così).

Può capitare che i nostri studi evidenzino situazioni carenti, che non sono gradite (a volte capita).

Preveggenza quindi è il nostro dono, che non è naturale, bensì costruito attraverso un lungo percorso di formazione.

Ciò che davvero conta è essere o diventare sempre più credibili attraverso lo studio, l’approfondimento e l’esperienza.