Il tema infortuni è sempre molto delicato da trattare.

Il percepìto e la realtà spesso non coincidono e viene sottovalutato l’infortunio domestico nella sua gravità.

Il cambiamento culturale sulla prevenzione, resta il primo Dispositivo di Protezione Individuale – DPI.

Proviamo a fornire qualche dato, focalizzando l’attenzione sulle età.

Le denunce di infortuni sul lavoro con esito mortale nei primi sei mesi del 2018 sono state 469.

Sono 4 in meno rispetto alle 473 dell’analogo periodo del 2017.

Dall’analisi per età emerge come una morte su due abbia coinvolto lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni con un incremento di 31 casi (da 203 a 234).

Diminuiscono le denunce che hanno riguardano gli under 34 (da 76 a 71), i lavoratori tra i 35 e i 49 anni (da 159 a 132) e gli over 65 (da 35 a 32).

Il tema INFORTUNI DOMESTICI è stato per noi, da molti anni, motivo di interventi divulgativi e di sensibilizzazione anche con il coinvolgimento di INAIL, Vigili del Fuoco, ANMIL e aziende.

Proviamo a vedere i dati disponibili:

Incidenti domestici e stradali per 3,5 milioni di italiani: dieci volte in più di quelli sul lavoro di cui 8000 mortali.

Più colpiti anziani e donne e nel 28% dei casi c’è bisogno di ricovero ospedaliero.

Anziani e donne più a rischio in casa (infortuni domestici e infortuni nel tempo libero) che fuori casa (incidenti stradali).

Ma soprattutto per loro un tasso maggiore di ricoveri ospedalieri.

Si rimanda al link sottostante la lettura dell’intero articolo.

In conclusione, è verosimile che è ancora necessario, oltre che doveroso, uno sforzo sul cambio culturale, sul rispetto delle cautele, sulla diffusione della conoscenza in materia di prevenzione.

Per questo motivo ci siamo qualificati e continuiamo a prepararci, facendo anche ricerca, sulla formazione del personale e nuovi metodi didattici coinvolgenti e non solo frontali.

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=58144