
La manutenzione non è un’attività tecnica. È una prova di maturità organizzativa.
26 Ottobre 2026Gli infortuni sono una cosa seria, sia al lavoro sia a casa.
La cultura della sicurezza, anche.
La conformità ormai la diamo per acquisita anche se ancora oggi troppo spesso il sistema fallisce e la cronaca ce lo ricorda quotidianamente.
Di sicurezza se ne parla dal 1994 con la famosa “626” e, ancora prima, con il D.P.R. 547/1955.
Ma la sicurezza, prima ancora di essere un insieme di adempimenti, è un modo di leggere ciò che accade intorno a noi.
Cultura è essere prudenti e adottare comportamenti sicuri anche quando non c’è nessuno che ci controlla.
È allora che abbiamo fatto davvero cultura.
Questo, però, non significa che per parlarne dobbiamo necessariamente cominciare da una norma, da una statistica o da una slide piena di numeri.
Oggi, a una tavola rotonda di Federmanager Friuli-Venezia Giulia, siamo partiti da una parola: cultura.
Perché cultura e conformità non sono la stessa cosa.
E perché le parole che utilizziamo raccontano spesso il modo in cui affrontiamo i problemi.
Poi sono arrivati i dati, i ragionamenti e i problemi reali.
La prima regola è la STOP WORK AUTHORITY: se non sei sicuro, fermati. La cultura della sicurezza comincia dalla libertà di dire STOP, anche a te stesso.
Ma abbiamo cominciato con un sorriso.
Perché essere seri non significa necessariamente essere seriosi.
E, qualche volta, un sorriso è semplicemente il modo migliore per aprire la porta all’attenzione verso un argomento così importante.
Grazie a Federmanager Friuli-Venezia Giulia per l’ospitalità e per l’opportunità di confrontarci su questi temi.



