Dove nasce la creatività?

Dove nascono le idee?

Le idee nascono ovunque: camminando, alla macchinetta del caffè, per caso fra amici, in una riunione, al ristorante, al bar, dopo aver visto un film, a teatro… in un momento qualsiasi.

Le idee passano attraverso un confronto, un dialogo, un’osservazione, ma tutto fa riferimento all’empatia che si crea fra le persone, guardandosi negli occhi, comunicando da vivo.

Ci ascoltiamo osservando i gesti, le espressioni, la prossemica oltre che attraverso le parole.

La comunicazione e la creatività passano attraverso tutti questi strumenti che, al momento, si sono dovuti limitare o meglio ridurre al minimo.

Tutto questo “grazie” al maledetto invisibile.

Ha tolto l’elemento fondamentale di relazione fra persone: la comunicazione nella sua completezza e complessità.

Vanno benissimo gli strumenti informatici che, certamente, avvicinano e velocizzano le attività, le mirano e le rendono più concrete e precise, consentendo di razionalizzare tempi e logistica e quindi efficacia.

Ci hanno insegnato ad essere efficienti con strumenti verso cui eravamo non così preparati ed anche un po’ diffidenti.

Questo però non può che essere un surrogato di comunità e degli aspetti relazionali.

Sono metodi entrambi validi e devono essere utilizzati a seconda del momento e degli elementi necessari al risultato.

Dobbiamo quindi fare il massimo che ci è consentito per rientrare nella normalità, facendo tesoro degli insegnamenti che abbiamo avuto, obtorto collo, in questi mesi, evitando in tutti i modi il rischio di cadere nella comfort zone de “il guardiano del faro”.

Rispettare e rispettarci, uso della mascherina, sanificare e disinfettare le mani è sempre la prima strada insieme a mantenere la distanza di rispetto, ma oggi non è l’unica finalmente!

C’è la comunità scientifica mondiale che sta lavorando intensamente per restituirci una normalità.

La comunità medica e sanitaria che è in prima linea da mesi e mesi, rischiando in prima persona, che si sta adoperando per mettere a disposizione il tempo per controllare, conoscenza e scienza per curare e risorse per vaccinare.

Abbiamo sacrificato tutti noi per molti mesi, a qualsiasi età, causa questo isolamento forzato.

I danni che ne deriveranno da questo isolamento non sono ancora quantificabili, ma certamente avranno il loro peso in futuro e si affronterà.

Ora serve, ed è fondamentale, proseguire e completare i nostri sforzi ancora una volta procedendo alla vaccinazione che ci viene messa a disposizione.

Ieri è stato siglato un accordo importante per accelerare il processo di immunizzazione con il nulla osta del ministero della Salute e delle parti sociali che hanno approvato il protocollo INAIL per i vaccini in azienda. 
Le imprese devono presentare un piano alle Asl con il numero di dosi richieste dai lavoratori: i costi del servizio sono a carico dei datori, il vaccino è fornito dallo Stato.

Dobbiamo fidarci del nostro medico di famiglia e/o del medico competente, del medico incaricato a vaccinare.

Solo così potremo velocemente ricominciare.

Ermanno Bon