Le linee vita le devo installare?

Questa èd una delle domande più frequenti ancora oggi.

Per il Friuli Venezia Giulia il 21 aprile 2016 è entrata in vigore la Legge regionale 16 ottobre 2015 n 24 , pubblicata sul Bollettino Ufficiale della regione il 21 ottobre 2015, completando così l’obbligatorietà in tutta Italia.

In termini generali si può affermare che è obbligatorio che il proprietario o l’amministratore di un immobile garantisca la presenza di idonee misure di protezione per chi lavora sul tetto della propria abitazione o su un’altra area di lavoro in quota, ad esempio una terrazza. 

Si applica a tutti gli interventi edilizi rientranti nel campo di applicazione per i quali vengono presentate le richieste, segnalazioni o comunicazioni dopo l’entrata in vigore della norma.

Le disposizioni di legge devono essere applicate agli interventi che riguardano le coperture soggetti a Permesso di costruire ed a Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). 

In aggiunta a questi si applicano anche ad interventi rientranti nel campo dell’attività edilizia libera inquadrabili come manutenzione straordinaria, anche in assenza di opere strutturali, nonché agli interventi impiantistici di installazione di impianti solari o fotovoltaici. 

Gli adempimenti si riferiscono ad interventi dove si hanno rischi di caduta dall’alto, pertanto la disciplina normativa non si applica a spazi completamente protetti a fronte di tali rischi, quali fabbricati con copertura pienamente praticabile con parapetto su tutti i lati prospicienti il vuoto.

Come “lavoro in quota” viene inteso un lavoro in cui un operatore si trovi con i piedi ad una quota uguale o superiore ai 2 metri rispetto al primo ostacolo incontrato in caso di caduta.

Questo concetto viene espresso chiaramente dal testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro D.lgs 81/08.

Quindi, quando un proprietario di una villetta o un amministratore di condominio commissionano un lavoro di ordinaria manutenzione sul tetto ad un antennista, ad un muratore o ad uno spazzacamino, i primi hanno la responsabilità di assicurarsi della presenza o della predisposizione di idonee misure di protezione e del loro corretto utilizzo.

Queste misure di protezione possono consistere in parapetti, reti anticaduta o in alternativa ancoraggi o linee vita fisse o provvisorie a cui chi lavora possa assicurarsi mediante un’imbracatura ed un sistema di collegamento. 

Stiamo parlando di sistemi finalizzati esclusivamente alla protezione dalle cadute per interventi lavorativi localizzati e di breve durata, in cui non sia previsto l’allestimento di un cantiere. 

Si tratta quindi, per portare qualche esempio di:

  • Ispezioni
  • Sostituzioni di alcune tegole
  • Pulizia delle grondaie
  • Manutenzioni su antenne e pannelli fotovoltaici
  • Pulizia canne fumarie

Pordenone, sicurezza, lavori in quota