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Risarcimento del danno morale senza prova

24 luglio 2008. Per la Corte di Cassazione basta il legame di parentela per il riconoscimento del danno morale ai familiari delle vittime di incidenti sul lavoro.

fonte INAIL

ROMA - Ai parenti stretti dei morti sul lavoro d’ora in avanti va sempre riconosciuto il diritto al danno morale senza che questi debbano provarne la sussistenza.
E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 20188, accogliendo il ricorso presentato dalla madre e dal fratello di un operaio morto in un cantiere.
La Corte di Appello aveva negato il diritto al danno morale, adducendo che nessun elemento oggettivo era stato fornito per dimostrare il danno non patrimoniale da morte del congiunto.
La Cassazione ha bocciato tale decisione, affermando che nulla andava dimostrato e che la sofferenza esiste in sé gia per via dello stretto grado di parentela con la vittima.
E’ una decisione importante: la morte di un congiunto è di per sé un danno. Il calcolo dello stesso oscillerà a secondo della forza del vincolo familiare, ma non sarà più oggetto di prova, neanche nel caso in cui la vittima non conviveva più con i familiari.

 

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